Buongiorno Fantasy Readers, dopo la recensione del bel romanzo Il Presagio della Rosa Nera (di cui vi linko la pagina) che spero abbiate già comprato e letto… ho pensato di farvi conoscere meglio Luca Centi attraverso un’intervista a cuore aperto. Naturalmente anche io, come voi, ero molto curiosa di scoprire qualcosa di più di questo giovane e talentuoso autore per cui spero di aver posto le domande che avreste voluto fare voi…

1) Sono convinta che i nostri lettori avranno mille quesiti e mille curiosità.. ma prima di tutto una domanda è d’obbligo. Come è nato il tuo amore per la scrittura? Hai il cassetto pieno di racconti inediti scritti in gioventù o la tua è una passione più recente?

Il silenzio di Lenth di Luca Centi
Il silenzio di Lenth di Luca Centi

Sono sempre stato un gran lettore, ma il mio primo tentativo reale di scrittura c’è stato a dodici anni. Un racconto giallo ritrovato per caso nel lontano 2007. Sempre nel 2007 ho ideato la storia del mio primo romanzo, “Il silenzio di Lenth” ma ho trovato il coraggio di inviarlo a quello che sarebbe diventato il mio editore solo un anno dopo.

2) Dietro ogni bravo scrittore si cela un ottimo lettore… quali sono stati i tuoi romanzi di formazione e gli autori che più ti hanno influenzato nelle tue scelte future?

Il mio romanzo preferito è “Il giovane Holden“, letto decine e decine di volte. Sono poi un gran fan di Anne Rice cui ho dedicato la mia tesi di laurea (sulla narrativa gotica vittoriana e moderna). Non posso poi non citare Coelho e il suo meraviglioso “Veronika decide di morire“.

3) Il tuo primo libro è stato Il risveglio di Lenth, romanzo fantasy dedicato ai ragazzi, ma molto amato anche da un pubblico più adulto. Cosa ti ha portato a scegliere un target così giovane ed a decidere di scrivere un libro di genere fantasy?

La storia de “Il silenzio di Lenth” è nata durante gli anni delle superiori. Avevo in mente dei personaggi, delle storie, ma prima del 2007 non ho mai tentato di metterle su carta. Dopo vari tentativi (e studi accurati del mondo di Lenth, delle sue genti e delle sue culture) sono finalmente riuscito a trovare la giusta chiave per raccontare le tante avventure che avevo in mente.

4) E proprio riguardo a Il risveglio di Lenth non posso esimermi dal chiederti il perché di tanta attesa per il secondo capitolo.. ci puoi dare qualche buona notizia a riguardo?

Ho cercato di dare a “Il silenzio di Lenth” un senso di completezza perché non ero sicuro delle vicende del secondo e dell’ipotetico terzo romanzo. Le idee ci sono, ne ho parlato spesso anche col mio editore. Però al momento il progetto è in standby. Stiamo dando la precedenza a storie diverse, storie che in qualche modo mi rappresentano di più.

5) Con Il sogno della Bella Addormentata ti sei fatto sicuramente conoscere dal grande pubblico ed adesso con Il Presagio della Rosa Nera il tuo talento si è ulteriormente confermato. Ti aspettavi questo successo?

In realtà non ho mai pensato al successo o al fallimento. Ovviamente spero sempre che il romanzo vada bene, che dia soddisfazione a me ma soprattutto all’editore e ai collaboratori che hanno investito molto nel progetto. La conferma dei lettori poi è qualcosa di unico. Al di là dei dati di vendita ciò che dà più piacere è sapere che il lettore si sia emozionato. Che i personaggi abbiano preso vita e conquistato un piccolo angolino nel mondo.

6) Ho molto amato le atmosfere nel tuo ultimo libro, in particolar modo la descrizione che fai della Parigi di fine Ottocento o della nebbiosa Londra Vittoriana. Non ho potuto fare a meno di andare con la mente ai racconti di E.A. Poe o di Howard Lovecraft… sono stati una fonte di ispirazione o è solo una mia impressione?

Edgar Allan Poe
Edgar Allan Poe

Ho letto molte opere di questi autori e sicuramente sono stati una fonte di ispirazione. Come dicevo ho scritto la mia tesi di laurea sulla narrativa gotica inglese con riferimenti anche a Le Fanu e ad altri autori europei. Ho cercato di costruire nella mia mente la Parigi del 1800, di darle dei connotati reali. E sono felice di averla resa “tangibile” anche per i lettori. E’ a tutti gli effetti uno dei personaggi del romanzo.

7) Come definiresti Il Presagio della Rosa Nera, un urban fantasy, un paranormal fantasy, un horror? Io sinceramente ho avuto difficoltà a circoscriverlo in una categoria specifica e questo, secondo me, non è assolutamente un fattore negativo… Un romanzo gotico, con un pizzico di horror e una sapiente dose di mistero? Che ne dici?

La verità è che non riesco mai a dare una etichetta a ciò che scrivo. Anche per “Il sogno della Bella Addormentata” è stato così. Steampunk? Urban Fantasy? Fantasy Storico? Forse tutte queste cose insieme. Parto sempre da elementi reali e da fatti storici realmente accaduti e li rielaboro in chiave “fantasy” senza mai esagerare. Voglio che il lettore si immedesimi nelle storie ma che non abbia un senso di estraneità tipico del fantasy puro, con creature ed elementi puramente fantastici.

Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi
Il sogno della Bella Addormentata di Luca Centi

Ne “Il presagio della Rosa Nera” parto dal microcosmo dei freaks, i fenomeni di baraccone tipici della fine del 1800, per poi addentrarmi in una faida tra due famiglie che racchiude in sé più di un mistero. E ho cercato di limitare l’elemento fantastico alle ultime pagine, come un personaggio non annunciato ma presente fin dall’inizio.

8) Isis è un personaggio affascinante sotto moltissimi punti di vista, il suo essere una circense fa di lei, agli occhi dei cittadini comuni, una donna di facili costumi. Ed in effetti, sempre per i canoni di quel tempo, lei agisce in modo piuttosto libero. Come è nata nella tua mente questa figura di donna così forte e fragile allo stesso tempo?

L’idea di Isis è nata rivedendo “Il gobbo di Notre Dame” (la stessa Compagnia dei Miracoli è un riferimento) e soffermandomi sulla figura di Esmeralda. Ovviamente Isis non ha nulla a che vedere con lei per identità e lignaggio, ma ho cercato di renderla indipendente e libera, contro corrente rispetto agli usi e costumi della Francia del 1800. Una ragazza tenace, determinata ma al contempo insicura, tanto da essere attratta sia dalla luce di Victor che dalle ombre di Elijah. Due facce di una stessa medaglia.

9) La tua visione del bene e del male all’interno del romanzo è piuttosto contorta.. ed è realmente difficile comprendere dove si trova la linea che li divide. Ma è poi veramente così netta questa separazione? Era questo il messaggio che ci volevi trasmettere?

Esattamente. Un po’ come ne “Il sogno della Bella Addormentata”, ho cercato di evitare una distinzione netta tra bene e male, bianco e nero. Mi piace giocare con i grigi, con la morale dei personaggi, giusta o sbagliata che sia. La stessa Isis di certo non può considerarsi un modello positivo, a causa anche delle sue insicurezze che la spingono a “giocare” con Victor come se fosse un burattino. Non c’è davvero un Big Bad, non c’è davvero un’eroina. Nel profondo tutti i personaggi sono dei “Fallaci”.

10) Ed infine, mi piacerebbe sapere se hai già in cantiere qualche nuova idea e per quando sono previste nuove tue pubblicazioni.

Al momento mi sto concentrando su un progetto fantasy a più ampio respiro rispetto ai miei due ultimi romanzi. Sono ancora alle prime fasi della stesura, quindi è presto per dire qualcosa. Anche perché, conoscendomi, potrei cancellare intere pagine in pochi secondi!

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