Valutazione personale di Cenere : 5 su 5

Godan dag Fantasy Readers! La recensione da me presentata oggi è il thriller della geniale scrittrice islandese Yrsa Sigurdardóttir: Cenere.

Gran bella scoperta questo terzo libro della bionda autrice dopo “Il cerchio del male” e “Mi ricordo di te”. Libri interessantissimi, non soltanto nella trama, ma anche per la scelta di rimanere all’interno di un contesto territoriale e parlare quindi del folklore della terra natia.

Vilborg Yrsa Sigurdardóttir, diplomata alla Mentaskskolinn di Reykajavik nel 1983, è considerata ad oggi la migliore autrice di gialli in Islanda. Sposata con due figli attualmente lavora come ingegnere civile. Scrive libri dal 1998 sia per bambini che thriller.

Info e trama Cenere

Copertina Cenere di Yrsa Sigurdardóttir
Copertina Cenere di Yrsa Sigurdardóttir

Titolo: cenere

Autore: Yrsa Sigurdardóttir

Editore: Il saggiatore

Pagine: 378

Genere: thriller-giallo

La trama

22 gennaio 1973, sud ovest dell’Islanda, Isola di Heimaey. Un’inaspettata eruzione vulcanica danneggia un ampio territorio tra cui il villaggio di pescatori Vestmannaeyjar. La popolazione viene evacuata in tempo ma gran parte delle case finisce sepolta sotto strati di lava e cenere. 9 luglio 2007.

Un progetto archeologico, denominato Pompei, si propone di riportare alla luce alcune abitazioni colpite dall’immane catastrofe. Markus, ragazzo all’epoca della tragedia, insiste per essere il primo a entrare nel seminterrato della casa di famiglia avvalendosi della collaborazione legale dell’avvocato Thora Gudmundsdottir la quale stipula un accordo con la direzione degli scavi.

Il sopralluogo però rivela una macabra scoperta : i corpi di 3 uomini ed una scatola contenente la testa di un quarto. Markus sostiene di essere all’oscuro di tutto ma i sospetti si concentrano su di lui poichè l’unica persona che potrebbe discolparlo, la donna amata in gioventù della quale voleva recuperare il dono d’amore nello scantinato, muore anch’essa in circostanze misteriose. Ogni indizio sembra inchiodarlo eppure Thora è convinta della sua innocenza al punto tale da indagare personalmente sui fatti realmente accaduti.

Nel villaggio remoto ed isolato molto dei racconti risalenti a quei giorni non combaciano ed un velo di silenzio ed omertà sembra circondare le vicende della famiglia di Markus.

Review Cenere – Quando il vulcano si sveglia rimane soltanto Cenere

Valutazione : 5/5

Esplosione vulcanica
Esplosione vulcanica

Il romanzo ruota intorno ad una vicenda realmente accaduta: l’eruzione vulcanica del 22 gennaio del 1973 in cui il vulcano Helcafel delle isole Heimaey, dopo ben settemila anni di inattività, si risveglia eruttando lava incandescente la quale punta dritta sulla città di Vestmannaeyjar distruggendo un terzo dell’abitato.

La potenza del fenomeno geologico fu così distruttiva da formare una nuvola di vapore e detriti alta ben 16 metri provocando così la chiusura gli spazi aerei dei maggiori aeroporti dell’Europa orientale tra cui l’Italia.

Altro elemento storico-sociale citato nel romanzo dall’autrice ed importantissimo per la comprensione della trama del libro è la guerra del merluzzo. Così denominata, “La guerra del merluzzo” altro non è che una serie di rivendicazioni di carattere territoriale, tra Inghilterra ed Islanda, per l’ampliamento dei diritti di pesca dalla costa. Iniziata nel lontano 1958, risultò spesso cruenta poiché l’Islanda riponeva nella pesca la principale fonte di sostentamento.

Questo intrecciarsi di eventi storicamente autentici conferisce al romanzo una credibilità davvero piacevole regalandoci un giallo che più giallo non si può. La minuziosa descrizione dei paesaggi dell’isola Heimaeyi (soprannominata la Capri del Nord grazie alle presenza di bellissime grotte marine e suggestivi faraglioni), la misteriosa città di Reykjavick, la costa sudoccidentale con la sua incontaminata bellezza, immergono il lettore nel profondo mare d’Islanda.

Islanda
Islanda

Un thriller inoltre dal finale sorprendente il quale vi conquisterà a ogni pagina sempre di più.

La protagonista Thora Gudmundsdottir. L’avvocato che ognuno di noi vorrebbe

Chi è dunque Thora Gudmundsdottir? Oltre ad essere l’avvocato del maggior indiziato del caso Thora è soprattutto una donna dalla vita decisamente complicata: una madre ed una nonna single alle prese con una figlia troppo piccola per poter metabolizzare l’assenza dell’ex marito ed un figlio adolescente già padre, un avvocato alle prese con una complicata girandola di crimini causati da sentimenti primordiali (il sesso, lo spirito di appartenenza ad un clan, l’onore). Soltanto grazie alla caparbietà ed un’acuta intelligenza riuscirà a scoprire la verità che si cela sotto la spessa coltre di cenere rivelando così la profonda malattia dell’animo.

Affiancata nella ricerca dalla brillante e sagace segretaria Bella, la nostra eroina piace poiché incarna a tutti gli effetti la donna nevrotica e moderna nella quale molte di noi lettrici si riconosceranno. Questa contemporaneità dona alla figura di Thora uno spessore molto umano, una “tenerezza” accentuata nella scarsa cura del look. Tutti noi ci sentiremo partecipi dei suoi sensi di colpa quando, per seguire il caso, sarà costretta a trascurare i figli. Questa donna concreta e volitiva non è il solito brillante commissario tutto efficienza e acume investigativo. Al contrario, Thora vi conquisterà con la sua fragilità e con la sua inadeguatezza.

La nostra nordica autrice ha dedicato alla sua nordica legale ben sei romanzi a cominciare dal primo scritto nel 2005 dal titolo Il cerchio del male.

Una particolarità legata al cognome della protagonista uguale a quello della scrittrice nella parte finale. Questa curiosa omonimia è da attribuire all’onomastica Islandese rimasta sostanzialmente ferma al Medioevo di vichinga memoria. Per questo motivo gli abitanti dell’isola, a seconda se maschi o femmine, compongono la parte finale del proprio cognome (patronimico) con il suffisso Son oppure Dottir.

Considerazioni finali

Questo romanzo ha molte frecce nel proprio arco con cui fare centro. Prima tra tutte, far partire la narrazione da un contesto storicamente reale il quale conferisce alla trama un’autorevolezza di tutto rispetto pur mantenendo una fluidità ed una narrativa estremamente interessante.

All’inizio il continuo intrecciarsi delle vicende umane dei molti protagonisti può risultare un po’ difficile da seguire. Piccolo difetto mitigato dalla bravura dell’autrice nel saper “tenere per mano” i lettori senza farli mai perdere il filo del racconto. Arrivando così senza annoiarsi al finale, per niente scontato. La trama, infatti, è ben costruita grazie ad un susseguirsi di avvenimenti decisamente avvincente.

Consiglio questo libro a tutti, compresi i lettori convinti che gli scrittori nordici siano impegnativi e troppo carichi di pessimismo a tinte fosche.

Anche se non lo si può paragonare al connazionale Indridason, l’autrice ottiene un meritato successo tessendo una trama tutto sommato credibile. Il movimento a pendolo tra passato ( l’eruzione ed i cadaveri nello scantinato) e presente ( le nuove morti sospette) consentono al lettore non solo di leggere un singolare thriller mozzafiato ma anche di conoscere un periodo storico ed un contesto sociale di profondo spessore.

In definitiva la storia narrata è avvincente ed intrigante, ambientata in uno sprazzo d’estate Islandese così inattesa e sorprendentemente piacevole al punto tale da far quasi venir voglia di correre a far la valigia e prenotare il primo volo disponibile per trascorrere là le prossime vacanze…

Buona lettura.

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